Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sez. 5, n. 7552/2025) ha messo un punto fermo su un tema che riguarda moltissime persone: la vendita frequente di beni online.
Il messaggio è chiaro:
Se le vendite sono numerose, ripetute e continuative, i relativi proventi non sono più considerati “occasioni private”, ma redditi d’impresa — anche se non in assenza di negozio o di struttura organizzata.
In questo caso si dovrà:
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dichiarare i proventi come redditi d’impresa
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procedere all’apertura della Partita IVA, con iscrizione alla CCIAA e all’INPS
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rispettare l'obbligo di tenuta di registri contabili, dichiarazioni e adempimenti fiscali
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l’Agenzia delle Entrate può effettuare accertamenti bancari sulle movimentazioni sospette
Restano fuori da questa regola le vendite davvero occasionali, come:
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cedere oggetti personali usati
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liberarsi di beni non più necessari
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operazioni isolate e non programmate
In questi casi, non si parla di reddito imponibile, a condizione che manchi un intento speculativo.