Definizione
Il canone speciale RAI è un tributo annuale dovuto da soggetti che detengono apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale radiotelevisivo in ambito diverso da quello familiare.
Per i liberi professionisti, il canone è dovuto solo se si detiene un apparecchio televisivo nello studio professionale o nel luogo di esercizio dell’attività, indipendentemente dall’uso effettivo dello stesso.
- R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246 (convertito in L. 4 giugno 1938, n. 880) → “Chiunque detiene uno o più apparecchi atti alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive è tenuto al pagamento del canone di abbonamento.”
Ad esempio nel caso di:
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presenza di un televisore o monitor con sintonizzatore TV all’interno dello studio professionale.
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televisore in sala d’attesa o ambienti accessibili al pubblico o ai clienti.
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apparecchi idonei alla ricezione di canali TV, anche se non usati a fini ricreativi.
Deducibilità
Il canone speciale RAI è un costo obbligatorio di esercizio, deducibile integralmente nel periodo d’imposta in cui è sostenuto, in quanto spesa strettamente inerente all’attività, laddove dovuto.
- TUIR (D.P.R. 917/1986) Articolo 54 - Determinazione del reddito di lavoro autonomo: disciplina la determinazione del reddito per i lavoratori autonomi → “Sono ammesse in deduzione le spese relative all’esercizio dell’arte o professione sostenute nel periodo d’imposta, a condizione che risultino inerenti all’attività svolta.”
Esempi di costi deducibili
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Limiti alla deducibilità
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Dichiarazione dei redditi
Quadro RE - (utilizzato per dichiarare i redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni indicati nel comma 1 dell’art. 53 del TUIR, rientranti nel regime analitico)
Nel rigo RE19 - Altre spese documentate:
- colonna 4: spese inerenti l’attività professionale o artistica, effettivamente sostenute e debitamente documentate
I.V.A.
- Il canone RAI non è soggetto a IVA, trattandosi di entrata di natura tributaria.
Giurisprudenza
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Note
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