A decorrere dal 15 giugno 2026, gli uffici pubblici tenuti a liquidare compensi professionali dovranno effettuare una verifica preventiva della posizione debitoria del beneficiario, applicando il meccanismo previsto dall’articolo 48-bis del D.P.R. n. 602/1973 anche nel caso in cui il pagamento da eseguire sia di importo pari o inferiore a € 5.000.
La disciplina è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e successivamente modificata dal decreto-legge n. 38/2026, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, entrata in vigore il 23 maggio 2026.
Quando scatta la trattenuta
La verifica assume rilevanza qualora risultino una o più cartelle di pagamento non saldate per un importo complessivo almeno pari a 5.000 euro.
In tale circostanza, la Pubblica Amministrazione non corrisponderà integralmente il compenso al professionista, ma verserà direttamente all’Agente della riscossione la somma necessaria a coprire il debito accertato. Al professionista sarà liquidato soltanto l’eventuale importo residuo.
Non è quindi sufficiente che la singola fattura sia inferiore a 5.000 euro per evitare il controllo: occorre considerare l’ammontare complessivo delle cartelle risultanti a carico del beneficiario.
Qualora, invece, i debiti iscritti a ruolo siano complessivamente inferiori alla soglia di 5.000 euro, il pagamento dovrà essere effettuato senza sospensioni o decurtazioni.
Pagamenti interessati
Le nuove regole si applicano ai pagamenti eseguiti dal 15 giugno 2026, indipendentemente:
- dalla data di emissione della fattura;
- dal momento in cui è stato conferito l’incarico;
- dal periodo nel quale è stata svolta la prestazione professionale.
Il controllo potrà quindi riguardare anche incarichi già conclusi e fatture emesse prima del 15 giugno, qualora il pagamento venga disposto successivamente a tale data.
La disciplina comprende anche i compensi dovuti per prestazioni rese in favore di soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dall’importo del pagamento.
Indicazioni operative
Ai professionisti che intrattengono rapporti con enti pubblici consigliamo di verificare tempestivamente la propria posizione presso l’Agente della riscossione, prestando particolare attenzione alla presenza di cartelle scadute per un importo complessivo pari o superiore a 5.000 euro.
L’eventuale regolarizzazione della posizione, anche attraverso gli strumenti previsti dalla normativa vigente, potrà evitare decurtazioni dei compensi e ridurre il rischio di tensioni finanziarie derivanti da incassi inferiori rispetto agli importi fatturati.